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Il nome “Marsala” deriva
dall’arabo “Marsa Allah” (Porto di Dio) oppure “Marsa
Alì” (Porto di Alì). Gli arabi dominarono la Scilia,
e quindi Marsala, intorno all’800 a. C. lasciando tracce soprattutto
nella gastronomia – importando cibi dolci e salati che fanno ancora
gola a tutti. |
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Dopo l’odiata presenza francese
( gli Angioini), i Siciliani passano dalla dominazione aragonese a quella
spagnola che lasciò tracce indelebili della sua presenza anche
a Marsala.
Complessi monumentali, come il Quartiere Militare Spagnolo oggi sede degli
Uffici Comunali, molte chiese e conventi che oggi sono ristrutturati e
aibiti a contenitori culturali.
Città
di orgine fenicia, Marsala fu fondata dopo la distruzione della colonia
fenicia dell’isola di Mozia dagli abitanti superstiti che la chiamarono
Lilibeo. |
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La dominazione normanna contribuisce
a sfatare il mito del siciliano di bassa statura, di colorito olivastro
e dai capelli scuri. A Marsala è facile incontrare persone alte,
bionde e dagli occhi azzurri di evidente discendenza normanna. Soltanto
loro testimoniano la presenza dei Normanni a Marsala, visto che le loro
opere non hanno resistito al passare del tempo. I Normanni donarono
Mozia ai Monaci Basiliani che ne cambiarono il nome in S. Pantaleo.
Marsala è anche la città
dalla quale Garibaldi, che vi sbarcò con i Mille nel 1860, pose
le basi per l’unificazione dell’Italia.
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